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Villa Massimo

Villa Massimo era una delle maggiori ville suburbane situate lungo la via Nomentana di Roma. La tenuta si estendeva per oltre venticinque ettari ed era compresa tra la Villa Torlonia e l’odierna Piazza Bologna. La progressiva urbanizzazione della zona, avvenuta nella prima metà del Novecento, ha comportato la scomparsa di gran parte della proprietà. Le uniche aree che mostrano l’aspetto originario dei luoghi sono il parco dell’Accademia di Germania, il casino nobile e la pineta pubblica del viale di Villa Massimo. L’unico edificio della Villa Massimo che ha conservato le sue caratteristiche originarie, assegnabili alla prima metà del Settecento, è il casino nobile, sito in via di Villa Ricotti. Il fabbricato, a due piani e mezzanino, è formato da un corpo centrale sormontato da torretta belvedere e da due avancorpi laterali molto pronunciati, di cui uno con arcate pedonali.

La gran parte dell’appezzamento fu invece acquistato dal piemontese Giulio Ricotti, in proprio ed in rappresentanza del politico Sidney Sonnino e della ditta Rodocanacchi di Livorno. In quest’area più periferica, complice l’esplosione della bolla immobiliare, l’urbanizzazione andò a rilento protraendosi fino al secondo dopoguerra. Sul lotto di Ricotti, che comprendeva il casino padronale, si venne a creare una villa a se stante di quasi sei ettari con accesso dal vicolo di Pietralata (dove ora inizia la via di Villa Ricotti); mentre su quello di Sonnino, il finanziere Eduard Arnhold edificherà, su progetto dello svizzero Massimiliano Zürcher, un’accademia per gli artisti di nazionalità tedesca. Accademia Tedesca Roma Villa Massimo. Per tutta la vita, Arnhold subisce il fascino dell’Italia. Ben presto sviluppa l’idea di una casa per artisti tedeschi a Roma, dove gli artisti possano trovare nuova ispirazione attraverso lo studio dei modelli antichi.

Di fronte al rischio di naufragio del progetto a causa della burocrazia prussiana e dell’inasprirsi della situazione politica, Arnhold prende l’iniziativa autonoma di acquistare l’odierna Villa Massimo, allora al di fuori delle porte di Roma. Insieme con lo scultore Louis Tuaillon e l’architetto Maximilian Zürcher assume la direzione dei lavori per la costruzione degli edifici e del parco, per un costo complessivo che già allora si aggira sui 2 milioni di marchi e, ancora prima della sua ultimazione, nel 1911, regala la Villa al governo prussiano. Si riserva comunque il diritto di alloggio a vita e di codecisione nella scelta di tre borsisti. Oltre alla costruzione e alla donazione di Villa Massimo Arhold sostiene la fondazione della Bibliotheca Hertziana a Roma.